La nostra ospite di oggi è Aurora Rays, una giovanissima cantautrice, molto conosciuta in regione e oltre.

Ciao Aurora! Hai poco più di 20 anni e nonostante la tua giovane età, hai già fatto grandi passi nel mondo della musica. Facciamo un tuffo nel passato, andiamo ai tuoi inizi. Come hai cominciato a fare musica?

Io ho iniziato a circa 14 anni, l’età in cui ho fatto il mio primo concerto con i musicisti con cui suono ancora adesso Paolo Ius e Pietro Ius. Il mio ambiente familiare è stato musicalmente molto stimolante perché, fin da quando ero molto piccola, avevo mio papà, mio fratello e i nonni che suonavano e questo è stato uno stimolo molto forte per iniziare fare musica a mia volta.

Una passione di famiglia quindi, ma vogliamo svelare chi è tuo fratello, che tra l’altro è stato nostro ospite qui a Riflettore?

Michele Stefanuto, in arte Mik

Avete mai collaborato tra voi?

Sì, con i Panicles ho partecipato come corista qualche volta, anche se in effetti non abbiamo ancora registrato nulla assieme. Ma magari prossimamente, chissà…

Ti sei dedicata completamente alla musica, studiando al conservatorio Tomadini di Udine. Da Sesto Al Reghena a Udine: ti sei fatta ogni giorno molti chilometri per seguire la tua passione. Che studentessa sei?

Frequento il conservatorio da circa tre anni e mezzo e per raggiungerlo da casa ci metto circa un’ora all’andata e un’ora per il ritorno. Ma è una cosa che mi piace e che voglio fare e quindi non è un sacrificio così grande.

Hai scelto un percorso particolare al conservatorio?

Sì, ho scelto il percorso jazz, il canto jazz. Ho degli insegnanti bravissimi e sono contentissima di aver scelto questo percorso. Ci sono ovviamente anche altre discipline come il pianoforte jazz e la musica d’insieme che sono tenute dal professor Glauco Venier, poi arrangiamento e molte altre cose. Ritengo che sia davvero un’ottima scuola dal punto di vista didattico, ma non solo, perché ti prepara ad entrare nel mondo della musica in modo professionale e ad essere un musicista a 360 gradi. Questa secondo me è la cosa più importante.

Sei apprezzata non soltanto come compositrice ma anche per le tue qualità vocali, tant’e che sei in grado di interpretare ogni genere musicale: dal rock al soul e così via. La musica fatta da te a quale genere appartiene?

È una domanda complessa perché non ho un genere musicale preferito anche se i miei gusti si avvicinano di più al R&B e alla black music, certo è che se c’è una musica che appartiene ad un genere classico o rock che mi piace il giorno dopo, che ne so, potrei scrivere una melodia che appartiene a quello stile. Non amo molto essere etichettata. Posso dire che il jazz mi piace ma non ho ancora trovato uno stile.

Scrivi la tua musica e i tuoi testi sono in lingua inglese. Come mai questa scelta?

Riesco ad esprimermi meglio e riesco a dire più. Secondo me è molto più musicale. Comunque, ho anche dei pezzi in italiano anche se sono meno di quelli in inglese. C’è da dire che ora sto realizzando un EP che conterrà sia brani in inglese sia brani in italiano.

Quando uscirà questo EP?

Non abbiamo ancora deciso una data perché stiamo vedendo le ultime cose. Il primo singolo di questo EP, che sarà quello che caratterizzerà questo lavoro, uscirà ad aprile e s’intitolerà “Sleeping Together”. Si tratta di un brano registrato l’anno scorso, una ballad molto romantica, molto intima.

Hai già pubblicato numerosi singoli. Il più recente come s’intitola e di che cosa parla?

“Live For Today” un inno alla vita. Si tratta di un brano uscito l’anno scorso, registrato con Paolo e Pietro Ius a Treviso, in inglese. La musica l’ho scritta quando avevo 16 anni, poi il testo l’ho finito di scrivere l’anno scorso.

Aurora, il tuo talento ti ha dato la possibilità di poterti esibire in contesti diversi e in eventi di calibro internazionale. tra questi qual è quello che ti ha regalato le emozioni più forti e più belle?

Due mesi fa sono andata a suonare per la prima volta a Londra al Ronnie Scotts, un locale storico in cui si sono esibiti tutti gli artisti più importanti del panorama jazz internazionale ed è stato davvero molto emozionante, anche perché non conoscevo i musicisti, non conoscevo nessuno e mi trovavo in un tempio della musica. Ero elettrizzata.

Ho avuto l’occasione di sentirti cantare dal vivo e tu arrivi come un fulmine al tuo pubblico. Qual è il tuo segreto?

Bella domanda! Quando canto sono me stessa e forse è questo il segreto. Quando canto emerge la mia anima.

Qui a Riflettore c’è una domanda di rito che rivolgiamo ogni volta ai nostri ospiti: quale canzone del panorama della musica leggera italiana ti sarebbe piaciuto scrivere e portare al successo?

“Almeno tu nell’universo” di Mia Martini. La musica ed il testo sono perfetti anche dal punto di vista armonico.

A quando una canzone scritta in lingua italiana?

Sto scrivendo alcuni pezzi, uno si chiama “Mano nella mano”, la musica l’ho scritta quattro anni fa, il testo invece qualche mese orsono. Scrivo sempre prima la musica e poi i testi. È un brano che parla di una storia d’amore.

Per continuare a seguirti, i nostri ascoltatori come possono fare?

Sono presente su Instagram, Facebook e a breve dovrei realizzare anche un sito web.

Hai date live in programma prossimamente?

Adesso sto lavorando all’EP e non ho ancora un calendario, ma su Facebook troverete tutte le informazioni.

Adattamento testi : Luca Bellomo

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