Ciao Chantal! Benvenuta a Riflettore. Di te si è parlato molto perché sei stata selezionata tra i 24 migliori talenti d’Italia per il Coca-Cola Future Legend: la prima “music battle” in lattina. In cosa consiste nel dettaglio questa gara?


Questa “music battle” è la prima che fa Coca-Cola in Italia e promuove artisti emergenti con brani inediti. Si tratta di un contest a cui hanno partecipato tantissime persone ma solo 24 sono state scelte. La cosa interessante è stata che abbiamo avuto quattro coach eccezionali, che ci hanno aiutato anche nelle selezioni, che sono: Annalisa, che era la coach della mia categoria, il soul, Emis Killa per il rap, Charlie Charles per il trap ed Irama per il pop. Quattro coach eccezionali da cui ho imparato molto in queste settimane. È stata un’esperienza fantastica.


Hai cantato davanti a loro un tuo inedito. Raccontaci, come hai vissuto quei minuti?


Ho avuto la fortuna di essere la prima ed ero molto emozionata perché comunque cantare, davanti a quelle persone, o comunque davanti ad un pubblico, è sempre molto emozionante. Sono stata molto contenta del risultato perché vedevo come si atteggiavano nei miei confronti e so che il brano gli è piaciuto, non poteva andare meglio per me.


Dopo la tua esibizione questi grandi artisti ti hanno dato qualche consiglio?


Assolutamente. Annalisa, che era la mia coach, mi ha detto che le è piaciuta molto la canzone, che la base era molto moderna e che le sarebbe piaciuto riascoltarla di nuovo. Quindi è stata una soddisfazione personale molto grande da questo punto di vista. Non capita tutti i giorni di poter cantare per Annalisa.


Non sei riuscita ad accedere alla fase finale del Coca-Cola Future Legend, ma essere stata scelta tra i migliori 24 talenti d’Italia è già una grande soddisfazione. Che esperienza è stata per te?


È una grandissima soddisfazione, io sono molto contenta del risultato. Ho conosciuto anche altri artisti pieni di talento e di certo questo “no” non sarà di certo qualcosa che mi fermerà per il futuro.


Quale pezzo hai portato per partecipare alle selezioni?


Il mio inedito che s’intitola “Ginevra”, fa parte di un album che sto componendo in questo momento, la novità di questo album è che tutto in lingua italiana.


Vorrei però che tu mi parlassi di un altro tuo singolo, in lingua inglese, che s’intitola “5 AM”. Il cui video sta collezionando migliaia di visualizzazioni. Si tratta di una clip bellissima anche perché hai voluto accanto a te due ballerini straordinari, chi sono?


Matilde Ceron e Marco Pericoli: Matilde è della scuola di danza Ceron di Udine e Marco Pericoli è della provincia di Udine ed ha lavorato per il Piccolo (Il Teatro Piccolo di Trieste n.d.r.). Entrambi si sono trasferiti all’estero per sviluppare il loro percorso artistico.


Potresti raccontarci qualcosa di più su questo pezzo? Di che cosa parla “5 AM”?


La canzone è ambientata da mezzanotte alle cinque del mattino e parla del tradimento. Un tradimento vissuto da me in prima persona. Comincia dalla mezzanotte nel momento in cui mi sveglio e non trovo il mio compagno vicino e da lì iniziano tutte le paranoie, quello che uno pensa quando non trova il compagno vicino. Fino ad arrivare all’una in cui comincio ad essere arrabbiata e a capire che lui è con qualcun’altra che nel video è Matilde.

Chantal – 5 AM (Official Video)


È un brano autobiografico?


Sì, assolutamente. All’inizio l’avevo vissuta molto male, come chiunque in questa situazione, ma poi, man mano che il tempo è passato ed è arrivata l’alba del nuovo giorno, mi sono resa conto che non ha senso, che bisogna lasciare andare tutti i sentimenti di tristezza e rabbia perché inizia un nuovo giorno, una nuova vita ed ovviamente un nuovo amore.


Chantal, cantante, cantautrice, scrivi sia in lingua italiana che in inglese, ma quando hai iniziato a fare musica?


Diciamo che ho sempre avuto una passione per la musica e fin da piccola ho fatto parte di alcuni piccoli musical con la scuola. Poi ho avuto modo di cominciare seriamente ed esibirmi con il maestro Nevio Zaninotto e la Copernico Jazz Band, partecipando a Udine Jazz nel 2013 e nel 2014. Da lì ho avuto sempre il pallino della musica che ho fatto in parte alla scuola e allo sport ma che è stata sempre la cosa che mi ha dato più felicità.


Hai detto che hai fatto parte della Copernico Jazz Band del maestro Nevio Zaninotto, che cosa ti ha insegnato far parte di questa formazione?


Mi ha insegnato praticamente tutto: il tempo, il ritmo, a tenere il palco e ad amare quello che stavo facendo, ma soprattutto a sentire il pubblico. Perché il jazz si basa molto sulle emozioni e un po’ meno sulla tecnica, c’è molta improvvisazione e quindi sulle emozioni che ti trasmette il pubblico.


Chantal, so che hai molti altri interessi, prima accennavi allo sport. Che cosa hai fatto finora, per esempio?


Ho giocato a pallavolo per dieci anni con la Pav Udine e qualche partita con l’Atomat, poi ho fatto sci con lo sci club Monte Lussari.


Nel frattempo, ti sei anche laureata. Che cosa sei diventata?


Mi sono laureata alla École Hôtelière de Lausanne in hotel management (economia per il turismo).


È vero che parli cinque lingue?


Ne parlo quattro bene: italiano, inglese, francese e spagnolo. Poi ho vissuto in Grecia e nella parte tedesca della Svizzera e da lì ho imparato un po’ di greco e di tedesco.


Ad ogni modo la musica resta il tuo obiettivo principale ed ogni artista ha una canzone del cuore, passo quindi alla domanda tradizionale di Riflettore: quale canzone del panorama della musica leggera italiana sarebbe piaciuto loro scrivere, cantare o comunque portare al successo?


“La musica non c’è” di Coez perché è molto semplice, senza molti strumenti eppure ha una carica nelle parole ed il modo che ha di esprimersi la rende bellissima. Inoltre, è legata ad un amore.

Ultimamente hai ricevuto grande attenzione dalla stampa, soprattutto locale, per le importanti esperienze nel mondo della musica che hai vissuto nell’ultimo periodo. Tutto questo affetto che effetto ti ha fatto?


In realtà sono stata molto piacevolmente sorpresa perché non me l’aspettavo. Sono stata sempre abituata a concentrarmi sulla musica e sulle performances e poi ho visto per la prima volta che la mia musica piaceva a diverse persone. Sono infinitamente grata soprattutto per il supporto che mi farà andare avanti.

Per chi volesse seguirti puoi quali sono i link che ti riguardano presenti sul web?


Assolutamente, mi trovate su Spotify come Chantal, su YouTube sul canale Chantal Official e poi la mia pagina Instagram.


Grazie Chantal. È stato un piacere averti come ospite a Riflettore.


Grazie a voi!

Adattamento testi : Luca Bellomo

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