Il carnevale in Friuli-Venezia Giulia è festeggiato in tanti modi diversi a seconda delle tradizioni appartenenti alle varie zone della regione: dalla maschera del Pust, tipica delle valli del Natisone, fino alle maschere della Carnia. In particolare, vorrei segnalare una sorta di rito celebrato in quel di Sauris.
Il carnevale a Sauris si celebra con un corteo con in testa Il Rölar, una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. Ha la faccia e le mani annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il volto celato da una maschera di legno, vesti lacere ed una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare. Una volta entrato in casa ed aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere belle (scheana schembln) e brutte (schentena schemblm) che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica. Oggi il rito si svolge negli angoli più suggestivi del paese e nei locali pubblici.
Inutile dire che durante queste celebrazioni la grappa ed il vin brulè scorrono a fiumi…
Una breve riflessione: il carnevale in generale, per la sua collocazione alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera, ha sempre rappresentato l’antitesi tra bello e brutto, tra buono e cattivo, tra luce e tenebre. Per questo si festeggia: per esorcizzare il lato negativo delle cose.

Photo credit: Internet

Direttamente dalla puntata del 18 febbraio 2019 di Chi Ben Comincia su Radio Gioconda.

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